Le separazioni fanno male, molto male.
Sono come coltellate sulla carne viva, tagliano un pezzetto di te e te lo portano lontano.
Rimane quella saudade che incornicia i pensieri in un vecchio album di ricordi.
Sarà che le ho sempre vissute come se fossero abbandoni, anche se non è così, forse perchè frutto di arcaiche ferite che ritornano inconsapevolmente a galla.
Quando poi ci sono di mezzo grandi distanze, che solo la tecnologia può accorciare, tutto ha un sapore pungente e amaro.
Oggi una grande amica che ha camminato con me un pezzo di strada missionaria, parte per la "sua" missione...sua perché era il suo sogno....l'Africa!
La felicità si mescola alla tristezza per non avere più con me una compagna di viaggio che ha saputo togliersi i sandali e camminare a piedi nudi in un terreno pieno di spine.
Abbiamo camminato a piedi nudi sostenendoci a vicenda, curando le ferite una dell' altra, facendoci coraggio e difendendo il nostro impegno missionario, credendo sempre in questo.
Non credo a chi dice che non esistono amicizie in missione, non è vero, non è così.
Posso essere solo grata a questa grande amica che mi ha insegnato ad accogliere la povertà dell'altro, quando l'altro feriva e giudicava, accogliere la sua piccolezza, non per ferire a sua volta, ma per amarla o per lo meno rispettarla. Fare del cuore un luogo di misericordia nonostante la cattiveria ricevuta. In missione si vivono anche situazioni comunitarie fatte di fofoca (pettegolezzo), bugie, gelosie, sopportazioni, che inquinano l'aria che si respira e tutto diventa pesante, irrespirabile!
Quando incontri in mezzo a tutta questa "polvere velenosa" qualcuno che ti insegna a come respirare o tentare di respirare non puoi che essere grata e camminare insieme.
Ed è bello camminare insieme, nasce un'amicizia che è vera, sincera e che è "sana".
Ora le nostre strade si dividono, per questo parlo di separazione.
Spero di aver imparato bene, da lei, come ritagliarsi quella bombola di ossigeno che aiuta a respirare!
Penso anche al Comboni a quante cose ha sopportato, calunnie, offese, menzogne, molte cose contro, ma fedele, fedelissimo alla sua missione. Pensare al Bene aiuta a creare ossigeno, togliere l'aria cattiva per ossigenarla...darle vita.
L'amicizia esiste in missione e la riconosci a quel Bene che si cerca di costruire.....insieme.
Ora quell' "insieme" sarà in due continenti lontani, lei in Africa, io qui in Brasile, ma sempre connesse a quell'ideale missionario, comunitario che ci ha fatto scegliere da che parte stare e come stare.
Grazie Priscilla.
sabato 26 marzo 2016
giovedì 17 marzo 2016
Golpe o non Golpe?
13/03/2016
Il
Brasile sta vivendo una profonda e grave crisi.
Ieri
c'è stata l'ennesima manifestazione nelle principali città brasiliane, da S.
Paulo, Salvador, Rio de Janeiro, Belo Horizonte. Migliaia di persone si sono
riunite in piazza per chiedere le dimissioni della presidente Dilma Rousseff,
accusata dall'opposizione di essere la causa principale dell'attuale crisi
economica del paese e di essere coinvolta con il PT (partido dos trabalhadores)
e con l'ex presidente Lula di corruzione.
Ebbene
si, il Brasile dopo le elezioni del 2014, che hanno visto la secponda vittoria
di Dilma, sta passando una crisi economica e politica non indifferente. Una
crisi che sta viaggiando insieme allo scandalo di corruzione del gruppo
petrolifero brasiliano Petrobras.
Crisi
economica, politica, corruzione.....oltre ai virus Zika, Chikungunya e Dengue
che stanno creando una vera e propria epidemia nel paese (virus trasmessi dalla
puntura della zanzara).
Sta
soffrendo molto questo "gigante verde" con un aumento dei prezzi e
del valore della vita (sta aumentando tutto....) con una disoccupazione che sta
crescendo e mettendo a rischio le classi più disagiate. L'economia continua ad
essere dipendente dagli interessi del capitale straniero e non risponde alle
necessità della popolazione. Un economia che ha visto il calo dei prezzi delle
materie prime, una diminuzione degli investimenti esteri, tagli alle spese e un
sistema politico bloccato dai numerosi casi di corruzione.
Dilma
ha visto perdere il consenso dalla maggioranza della popolazione, il 92% non
riconosce rappresentatività né legittimità ai politici.
Ma
chi stava manifestando ieri? Classe media, bianca, borghese, con un buon
salario, contraria certo alla corruzione, ma anche a quelle riforme sociali che
hanno visto un miglioramento delle condizioni di vita di quella parte della
popolazione che vive ai margini.
Riforme
sociali che devono continuare, che devono ancora migliorare e soprattutto
nascere.
C’è
da dire, anche, che il PT è responsabile di molte cose che non sono state molto
in sintonia con la sua ideologia di sinistra, molti casi di corruzione,
alleanze con i settori conservatori, forse un abbandono della lotta ideologica
in cambio di una governabilità vacillante.
Molti
dicono che stiamo vivendo un tentato golpe, più sofisticato, non in stile 1964
con truppe militari che marciano per le strade. La tecnologia e i mezzi di
comunicazione sanno bene come orientare una campagna aperta contro partiti,
persone, idee e istituzioni, sanno come camuffare le informazioni e
addormentare i pensieri con il riciclo delle telenovele.
C’è
anche una seconda lettura che è stata fatta per tentare di capire le
motivazioni di tanta ostilità contro Dilma e il suo governo, una lettura più
politica, più dettagliata, che non si ferma solo alla corruzione.
Il
Brasile fa parte dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) che hanno iniziato ad assumere una rilevanza economica non indifferente rispetto ad
Europa e Stati Uniti, in profonda crisi.
I
BRICS creano istituzioni internazionali
che permettono e possono permettere che questi paesi che lo compongono possano
tracciare un cammino di indipendenza economica rispetto ad Europa e Stati
Uniti. In America Latina sono stati eletti governi, negli ultimi 15 anni, che
recuperano la sovranità sopra le ricchezze, che migliorano la vita delle
persone (accesso alla salute, educazione, informazione), sono state create
istituzioni importanti senza la presenza dell'America e dell' Europa che
permettono lo sviluppo e il rafforzamento dell’America Latina.
La
presenza brasiliana e cinese in Africa cresce ecc…ecc…ecc…questi sono alcuni
fatti.
Domandona che nasce da queste riflessioni: di
fronte a questa concorrenza economica e di potere dentro un sistema
capitalista, sarà che Europa e Stati Uniti non hanno accettato di buon grado
questa nuova congiuntura nata nei BRICS?
Se
fosse così, ecco destabilizzare governi e creare malcontento nella popolazione,
creando disagio e scelte che in apparenza sembrano popolari, ma che in realtà
sono ben studiate e guidate….sarà?
Intanto
qui ci sono continue manifestazioni chi pro chi contro il governo, con slogan,
pentole usate come tamburi di protesta (specie nei palazzi bene), bandiere che
sventolano, gente nelle piazze.
Oggi
Dilma ha dichiarato che si sta violando la Costituzione con registrazioni
telefoniche tra lei e Lula messe in pubblico e sbandierate nei giornali e
televisioni.
“Questi
metodi golpisti non mi faranno fare un passo indietro”.
Io
sto con la Presidente e domani parteciperò a favore del governo, contro la
corruzione sì, ma in difesa della democrazia.
Domani
si scende ancora in piazza.
Parteciperò
con un piccolo gruppo di persone di Nova Contagem, tra cui la mia vicina di
casa, donna Neuza, contestatrice nata e difensora del PT.
giovedì 10 marzo 2016
"Questa è la mia vita se entri chiedimi permesso".
E ci entri nelle vite dei detenuti, chiedendo permesso e battendo piano la porta.
Ci entri ascoltando le loro storie, telefonando alle famiglie, visitandoli continuamente.
Ci entri in punta di piedi, con voce sottile, ma con orecchie grandi che servono per ascoltare storie che si depositano nella testa e nel cuore.
Impari a costruire un archivio mentale dove raccogliere nomi, fatti, immagini, volti.
Un archivio che non ha orari di ufficio, che non ha orari, pulsa nella tua memoria e nei tuoi pensieri ripetutamente.
E' da ieri che in questo archivio continua a passarmi nella testa l'immagine di H., detenuto della NH.
Proprio ieri un'altro detenuto mi ha avvisato della sua morte, infarto fulminante, dicono.
Una notizia che mi ha rattristato molto, arrivata come un fulmine a ciel sereno.
Conoscevo H., parlavo e scherzavo con lui, aveva partecipato al gruppo di catechesi dell'anno scorso ed ero entrata in contatto con la figlia, invitandola a far visita a suo padre.
H. era una vecchia presenza nella NH, con un passato pesante e ingombrante, un passato da saper accogliere su spalle forti e robuste..... perché è così che devono essere le tue spalle quando entri in una prigione.
Si è sentito male giocando a calcio, accasciandosi a terra e chiedendo soccorso.
Peccato che non c'è un medico alla NH e i soccorsi arrivano quando il tempo non ha più speranze.
Continuo a ripetere nei discorsi o in qualche riunione perché non esiste un medico in quella prigione con quasi 2000 detenuti, con una voce che cerca di smuovere un indifferenza che si scandalizza per qualche minuto, ma che poi si assopisce e che tace come se niente fosse. Ho chiesto anche a chi di dovere, con gentilezza e cordialità (con le autorità è importante saper dialogare e mediare, soprattutto quando hanno potere), ma la risposta è stata che è Brasilia che non manda medici e che non posso farci niente. Non credo tanto in quel "non farci niente".
Se ci fosse stato un medico sul momento, se ci fosse stato un soccorso immediato forse H. sarebbe ancora vivo? si sarebbe salvato?
Non si possono fare molte domande in certi luoghi, solo accettare le risposte che ti vengono offerte, ma che riempi di dubbi e di indignazione.
Ho una foto fatta con H. in un giorno di messa alla NH, una foto che mi chiedeva sempre di mostrargli, io rimandavo e rimandavo la cosa, ora so che quella foto sarà per sempre mia.
Ciao H.
Mi è venuta in mente questa canzone pensando a lui:
"strade troppo strette e diritte per chi vuol cambiar rotta
oppure sdraiarsi un po'.
Che andare va bene però, ma a volte serve un motivo...un motivo.
Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai....."
Direitos dos Presos. Diritto dei detenuti
E' diritto del detenuto avere un assistenza attraverso la figura di persone professionali e specializzate nell'area della salute: medici, infermieri, dentista, psicologo, nutrizionista, altri.
Se per caso fa uso di medicamento, ha a diritto continuare il trattamento.
Chi fa uso di droga ha il diritto in condizioni di astinenza di una trattamento medico adeguato.
"La salute è un diritto di tutti, dovere dello Stato".
lunedì 22 febbraio 2016
Casa Comune, nostra responsabilità.
"Si è soliti dire che la storia è il breviario dei re. Dal modo con cui i re governano, si vede bene che il loro breviario non serve a nulla".
Sono parole di Louis De Rouvroy De Saint Simon, le prendo in prestito per presentare e incollare sul mio taccuino questo video che parla dell'importanza della nostra Casa Comune, attraverso le parole di Papa Francesco. Si dice che la storia insegna, che aiuta a fare memoria degli errori commessi, proprio per non commetterli più! Nelle pagine del breviario della storia umana strappiamo pagine che ci permetterebbero di adottare comportamenti che aiuterebbero a condurre una vita giusta.....quelle pagine le strappiamo o le ignoriamo completamente. Ancora continuiamo a sbagliare.
Casa Comune, nostra responsabilità.
domenica 14 febbraio 2016

100 giorni di maggior crimine ambientale nella storia del Brasile.
17 persone morte, una comunità intera distrutta, fango tossico che devastò il fiume Rio Doce camminando per 600 km fino ad arrivare nell'Oceano Atlantico e contaminarlo.
100 giorni senza nessuno piano concreto di recuperazione del fiume Rio Doce
100 giorni di impunità assoluta.
Il 5 novembre del 2015 era una giornata tranquilla e pacata nella comunità di Bento Rodrigues, piccola cittadina nell'interior del Minas Gerais con appena 600 abitanti. Quel giorno alle 16.30 di un caldo e luminoso pomeriggio i cellulari degli abitanti iniziarono a suonare incessantemente, come urla provenienti da lontano. Urla che avvisavano della rottura della diga che conteneva fango di rigetto dell'impresa mineraria Samarco (impresa Vale).
Urla che avvisavano che un fiume di fango ad una velocità spaventosa, si stava dirigendo in quella Comunità e che da lì in poi avrebbe investito altre comunità, riversandosi nel fiume Rio Doce, fino ad arrivare all'Oceano, contaminandolo.
Una onda di fango tossica alta 15 metri in piena violenza e distruzione.
Violenza che ha distrutto per sempre un fiume, una vegetazione, una fauna, una comunità, lasciando un fango rosso che non permette più di creare vita.
100 giorni sono passati e ancora tutto è rimasto impunito, la notizia si è lasciata alle spalle come se fosse qualcosa che riguarda il passato e di cui non ci si deve più occupare, per tornare a vivere in una "apparente" e falsa normalità.
Ma la normalità è quella dell'ingiustizia, la normalità è quella che regna nei profitti di questa multinazionale ( Vale e company) che ancora non ha pagato la sua irresponsabilità per quello che ha commesso. Di fronte a questa grave situazione il governo brasiliano non ha mai trattato l'accaduto come uno stato di emergenza, lasciando a questa impresa il compito di risolvere la questione con i suoi mezzi, i suoi avvocati, il suo comando operativo di ingegneri e ricercatori....i suoi guadagni e interessi. 100 giorni sono passati e ancora il lutto è grande e impunito.
Nel 2013 una commissione sentenziò l'irregolarità della diga a causa di un aumento di erosione del terreno che metteva a rischio la sicurezza della diga stessa.(fonte risalente all'articolo di Marcus V. Polignano, nella rivista Manuelzão, UFMG)
Come dire "non aprite quella porta".....un annuncio della pericolosità causato da un incessante sfruttamento del territorio. Nell'ora del disastro si è scoperto che l'impresa non aveva nessun piano di emergenza da essere azionato e che non erano mai state prese misure di sicurezza.
Nel Minas Gerais esistono 754 dighe che contengono fango di rigetto dell'industria mineraria e di queste 42 non hanno nessun attestato di sicurezza! (fonte risalente all'articolo di Marcus V. Polignano, nella rivista Manuelzão, UFMG)
Corruzione, falsi bilanci, falsi controlli, interessi ben pagati....ecc...ecc...ecc..
Stiamo parlando di imprese multinazionali che fatturano miliardi.
Le imprese minerarie e la politica sono sempre andate a braccetto come due vecchie compagne, alleate con un sistema che crea profitti e guadagni, ma non per il bene della popolazione, ne per la nostra Sacra Terra.
Questo disastro ambientale che ci coinvolge tutti, perché i danni non sono solo locali, ma anche mondiali, è e sarà sempre una cicatrice aperta nella storia di questo paese.
Danni irreparabili e permanenti, come la perdita di vite umane e di un ecosistema che non sarà più lo stesso.
La campagna di fraternità di questo anno della chiesa brasiliana ha come tema: Casa Comune, nostra responsabilità.
«Scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne»
(Am 5, 24).
La Casa Comune è la nostra Terra, una casa così maltrattata e sfruttata.
C'è bisogno di lavorare sopra una cultura ecologica che la sappia difendere, amare e curare e tutti noi siamo responsabili in questa cura.E nel prendersi cura bisogna anche contrastare un sistema capitalista che sfrutta, uccide e crea disuguaglianze collocando in primo luogo il denaro al valore della vita.
100 giorni sono passati, 100 giorni non sono stati dimenticati, ne continuerò a dimenticare, ne dobbiamo dimenticare, non possiamo costruire il futuro con un presente zoppicante e malato, ne dobbiamo smettere di denunciare.
Casa comune: nostra responsabilità
L'estrazione di minerali, oro da parte delle società minerarie non fa che squarciare a cielo aperto le montagne del Minas Gerais (qui sotto alcune immagini), così come in altri paesi del mondo.
Durante i processi di estrazione e lavorazione dei metalli vengono usati reagenti chimici altamente pericolosi, che contaminano suolo e falde acquifere, che creano dighe di rigetto di materiali tossici (diga di Mariana) che mettono a rischio popolazione e comunità.
Duole il cuore a vedere queste voragini così aperte.....per sempre aperte.
lunedì 8 febbraio 2016
Mi sto perfezionando.....più o meno!
Altro cattura sogni fatto da me.
Mi è venuto in mente questo nuovo progetto che ho condiviso con l'assistente sociale del Ceresp (centro di detenzione temporaneo femminile): Tessere sogni!
L'idea è attivare un'attività di artigianato, come la costruzione di cattura sogni, all'interno del Ceresp per aiutare le detenute a occupare il tempo e imparare una piccola attività artistica/creativa.
La condizione delle detenute in questa prigione è veramente pessima, hanno solo 1 ora di sole per stare nel patio e a volte solo in giorni alterni. Tutto il tempo è passato dentro la cella, con una convivenza di 15/ 18 persone, in uno spazio scuro, piccolo, con un pavimento coperto di materassi, dove dormono.
L'odore nelle celle è sempre molto forte, acre e nauseante, ti aggredisce ancora prima di entrare a far visita, difficilmente lo dimentichi quando esci di lì, è come se ti entrasse nella pelle e ti investisse con il suo "dolore".
Il Ceresp è un luogo difficile, già nei mie appunti passati ne ho parlato, con una situazione che non cambia, anzi peggiora.
E proprio in vista di questo peggioramento cerco sempre di "indagare" parlando con le detenute se ricevono cure adeguate, visite familiari, se hanno la possibilità di cambiare l'uniforme e curare la propria igiene personale (molte hanno problemi di infezioni intime e di epidermide) se......
Il livello di depressione è molto alto, ma chi non lo avrebbe in una struttura simile, dove le ore passano nel nulla e ci si annulla o meglio ti annullano. Quando esco dal Ceresp non riesco a dimenticare chi ho incontrato, non riesco a rimanere indifferente alle situazioni difficili e pesanti che queste giovani donne recluse sono costrette a vivere.
L'idea di tentare di portare una piccola attività di artigianato, mi sembra una piccola boccata d'aria in un posto così soffocante e malsano, un posto così umiliante.
L'assistente sociale mi ha invitato a scrivere un progetto da proporre al direttore del posto, anche se mi ha messo in guarda sulla difficoltà di far accettare una proposta in un luogo di passaggio come il Ceresp. Le detenute possono rimanere in questa struttura dai 3 ai 5 mesi, in attesa della sentenza del giudice che deciderà il loro trasferimento in una prigione definitiva.
C'è poi la questione del materiale, non si possono portare dentro oggetti che possono essere pericolosi. Anche i fili che si intrecciano per il cattura sogni possono essere una minaccia...
Tante cose devono essere ben studiate e spiegate per essere approvate.
Ma l'idea del tessere sogni, così come mi è venuto da chiamare questo progetto, è un modo per tentare di valorizzare un tempo che non sia perso, un tempo per costruire pensieri positivi che possano dare coraggio e speranza in quell'attesa da limbo che è piena di ansia e tristezza.
Ci proverò a scriverlo, ci proverò!
Ieri Raylene mi ha invitato a visitare i gruppi dei giovani in due Comunità.
Lei e padre Agostino stanno tentando di animare la pastorale della gioventù nelle 13 comunità di Nova Contagem. Cosa non facile a causa della scarsa partecipazione e interesse da parte di questi, in un ambiente periferico dove la maggior parte dei giovani è coinvolto in traffico di droga e criminalità. Nella prima comunità non si è presentato nessuno.....grande delusione.....nella seconda, graças a Deus, un piccolo e timido gruppo di 12 persone.
Una timidezza che ha bisogno di essere animata e incoraggiata, perché carica di potenzialità e scoperte. L'ambiente dove viviamo non offre molto e la grande distanza dalla città, priva la possibilità di partecipare ad iniziative e offerte culturali che sarebbero stimolanti e arricchenti.
Il nostro territorio è costituito da persone semplici, molto semplici, la maggior parte ha un istruzione molto bassa. Frequentando Belo Horizonte, la capitale, per motivi di impegni, vedo la differenza tra il "popolo" della periferia, della favela e il popolo del centro città.
Una differenza marcante voluta, anche, da politiche sociali che creano divisione, separazione e non inclusione e possibilità. Tutto porta ad un senso di inferiorità e poca autostima che trascina verso il basso e a volte da quel basso non si vuole risalire, lo si accetta o lo si peggiora.
Ma tornando alla semplicità delle persone, mi accorgo quanto questa mi manca quando sono in altri contesti, quanto è "libera" e sincera nelle sue relazioni e nella sua umanità.
E come è capace di resistere e saper creare comunità contro un sistema che crea disuguaglianze, differenze ed esclusione. La superiorità economica e intellettuale ha poco valore di fronte a questa semplicità, che sa accogliere, aprire le braccia, spiegare la vita con gesti semplici e concreti, senza tante parole. Forse la vita ha bisogno di questo...poche parole e più braccia che sanno aprirsi all'altro.
lunedì 1 febbraio 2016
Il mio primo cattura sogni (filtro dos sonhos) fatto con le mie mani.
Dopo vari tentativi, dopo aver respirato profondamente ogni volta che sfilavo i punti errati, dopo aver praticato l'arte della pazienza....ecco la mia prima opera!!!
La cosa bella e interessante quando cerchi di realizzare questo filtro dei sogni è pensare un pensiero positivo, un pensiero bello, buono, altruista, che guida il tuo lavoro e ti accompagna in ogni punto che che fai.
Da quando vivo in Brasile sto imparando molti lavoretti di artigianato. Sono lavori realizzati da gruppi di donne o da ragazze del posto, lavori che vendono e che aiutano nel bilancio familiare o personale.
Anche qui in casa Raylene (lmc) sta cercando di vendere il filtro dei sogni che realizza.
E' diventata proprio brava e sta insegnando anche a me e Priscilla (lmc).
Lavori di Raylene
L'idea è di venderli per aiutare Priscilla che partirà in missione per il Mozambico.
Ci stiamo un pò mobilitando per questa partenza, che è nata come una sorpresa bella, inaspettata, ma coltivata e desiderata nei pensieri di Priscilla.
L'Africa come grande sogno che per lei si realizza, come prima grande missione ad gentes.
L'Africa del Comboni, l'Africa nel cuore, l'Africa che è motivo che ci spinge ad uscire....uscire in ogni dove e in ogni luogo.
Per questa partenza, qui in casa (Io, Lourdes, Raylene) ci stiamo preparando tutte, dall'aiutare nella logistica, nella parte economica, nella preparazione della messa di invio.... e in particolare io mi sto preparando a "separarmi" da una cara amica. Ma sono felice per lei e condivido questa sua felicità, questo suo sogno, questo suo desiderio missionario. Chi parte e chi è partito conosce le emozioni che si provano, conosce i battiti del cuore che accelerano quando la data si fa prossima, quando i pensieri disegnano immagini del luogo dove si andrà, delle persone che si incontreranno, i battiti del cuore che danzano ad un ritmo di gioia e di paura.....un cuore che batte così forte!
Uscire, lasciare casa, lasciare lavoro, lasciare tutto, lasciare le proprie sicurezze, per una fede che ti fa camminare scalza nelle strade del mondo, ma piena di Amore e di Gratitudine per questo andare.
Uscire per andare Incontro.
Priscilla ha scritto una bella poesia sul significato della nostra scelta pensando al Comboni:
Comboniar-mi
in ogni volto diverso
che con passi lenti o veloci si avvicina a me.
Comboniar-mi
quando al tramonto le tue braccia notturne in un sonno leggero vengono a consolarmi.
Comboniar-mi
quando l'oscurità, il freddo o le tenebre tentano di tirarmi via da Te.
Comboniar-mi quando liberamente scelgo di lasciare padre, madre e amici
e solamente contare su di Te.
Comboniar-mi è avventurarmi nei tuoi passi lasciandomi nelle tue mani modellarmi.
Comboniar-mi prendendo nelle tue mani ferite e spine
e nel Tuo Amore lasciarmi curare.
Comboniar-mi è....
incontro di umanità che si raggiungono
che si investono
che si perdonano
che si toccano
e... in una comune unione
si consegnano a Te.
Comboniarmi!
In questo Comboniar-mi sono contenta che domani riprende la pastorale carceraria, domani finalmente ritorno a far visita nel carcere, dopo la pausa estiva (ferie) che ferma le attività qui in Brasile. Mi mancava, così come mi mancavano tutte le attività che mi vedono coinvolta nell'incontro con l'Altro nel mio servizio missionario e comunitario.
Domani ricomincio, anche se riconosco la pesantezza delle visite, degli incontri, delle situazioni, delle emozioni che si devono far fronte, ma in questo Comboniar-mi sono contenta!
Domani le porte della prigione si apriranno di nuovo e.... da domani in poi ritorneranno le visite alla penitenziaria NH, al Ceresp femminile in Belo Horizonte e in APAC in Itauna.
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